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Che l’Energia…sia con noi!

Incontro Daniela, esperta biopranoterapeuta,  sulla gradinata del Duomo in uno splendido pomeriggio autunnale milanese, con il cielo terso, il sole caldo e l’aria frizzante: niente di meglio per parlare di…energia vitale!

Daniela Cavatorta risiede in Liguria dove opera presso il suo studio di Sarzana e nei fine settimana lavora anche a Milano presso l’Erboristeria Ayurvedica.  Diversi anni fa, seguendo la sua inclinazione naturale ha lasciato il suo lavoro di Responsabile nel settore turistico. per dedicarsi a tempo pieno allo sviluppo delle sue potenzialità umane.  Anziché praticare in modo spontaneo ed approssimativo, come molti fanno in questo settore, ha preferito seguire una serio percorso di formazione e per questo si è rivolta all’A.I.F.E.P. (Associazione Bioterapeuti Europei ) di cui è ora Responsabile Regionale per la Liguria.

Daniela ed io abbiamo circa la stessa età ed entrambi ci ricordiamo che “ai nostri tempi” la parola “pranoterapia” rimandava per lo più ad un qualcosa di semi-magico ed a poche persone con doti peculiari che, in molti casi senza istruzione, praticavano in modo istintivo, guidate da un forte sentimento religioso e mistico.

– Daniela, oggi si parla di Biopranoterapia e nella tua Associazione addirittura di Bioenergeutica. Ma la vecchia Pranoterapia che fine ha fatto? Non si usano più le semplici mani?-.

– Bioenergeutica è un termine coniato dall’A.I.F.E.P. per intendere una “nuova figura professionale” come risultato di un percorso di formazione triennale, di ben 800 ore, sia teorico che pratico, proprio per distinguersi dal vecchio modello di pranoterapeuta a cui accennavi tu. Insomma, ci siamo evoluti deontologicamente, eticamente e moralmente come prevedono le nuove normative europee riferite agli standard qualitativi della migliore offerta per la tutela dei notri utenti.

Daniela, tra un boccone di risotto e l’altro, mi spiega che il suo è un lavoro d’equipe, in collaborazione con una rete di specialisti che, sempre nell’ottica delle terapie naturali, lavorano in team per poter offrire al cliente il meglio a loro disposizione. Questo perché non esiste un unico approccio terapeutico universale per tutti e tutto. E anche questo è un bel passo avanti rispetto all’idea del vecchio termine impropriamente usato di “guaritore” che tutto può…

Le chiedo allora della sua attività e di come pratica una biopranoterapeuta, anzi, più correttamente un’operatrice bioenergeutica. L’aspetto essenziale, si preme di rilevare, è di entrare in sintonia profonda con la persona assistita per percepirne il suo stato energetico solo ed unicamente con l’utilizzo dei propri sensi rilevando dov’è e qual è l’energia congesta ed in che modo intervenire.

Il suo scopo, ci tiene a precisare, non è di creare una sorta di dipendenza del suo assistito verso di lei, bensì di accompagnarlo nel processo di recupero, o meglio di ri-equilibrio energetico del suo sistema, per renderlo quindi in grado di riprendere autonomamente le sue funzioni vitali, magari con un pizzico di consapevolezza in più…

A questo punto, sapendo che in settembre l’A.I.F.E.P ha organizzato presso la sua sede un “Corso Introduttivo” del C.R.E.S.S. (Centro Ricerche Energie e Sistemi Sottili) fondato da R. Zamperini, creatore della Tecnologia Cleanergy, chiedo a Daniela come sia andato questo primo incontro tra due approcci all’energia che, almeno apparentemente, appaiono così diversi: uno basato sull’utilizzo della propria energia personale, l’altro di tipo strumentale, utilizzando la trasmutazione energetica degli strumenti Cleanergy.

– Molto bene – mi dice – Il fatto stesso che la metà degli oltre quaranta partecipanti al corso erano bioenergeuti dimostra l’apertura mentale verso punti di vista ed approcci diversi al mondo delle Energie Sottili, come le ha riconosciute R. Zamperini. L’energia biologica, per fortuna, non ha ancora un copyright…e quindi approcci e metodiche diverse possono benissimo convivere, basta avere un approccio diverso a nuovi concetti per la difesa e schermatura energetica.

L’imposizione delle mani è forse la pratica del benessere più antica. Che dire invece di una “tecnologia delle energie sottili”?

Daniela mi spiega che l’aspetto che è stato maggiormente recepito dai suoi colleghi è stata la doppia possibilità, mediante gli strumenti Cleanergy, di ottenere un ambiente energeticamente sano in cui operare, con evidenti vantaggi anche per il utente, ed un’adeguata difesa energetica sulla propria persona.

– E tu Daniela, come ti regoli?- le chiedo un po’ provocatoriamente – Mi affido essenzialmente alla mia sensibilità personale mediante le mie sole mani e la mia sola energia, valutando caso per caso l’aiuto che posso dare.

Ma è evidente che avere “meno possibilità di eventuali rischi“ utilizzando le nuove tecnologie a difesa e schermatura del proprio campo energetico a propria disposizione non può essere che un vantaggio per tutti, non credi?

Guardiamo l’orologio e si è già fatto tardi per una donna attiva ed impegnata come lei. Saluto quindi Daniela e sotto le guglie del Duomo mi viene da pensare che, forse, con questa sinergia si è messo in moto qualcosa di importante, per il benessere di tutti.

E poi, come si diceva in uno spot di qualche tempo fa “du gust is mei che uan”…

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